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Elisabetta

Vedo morire mia madre, ogni giorno di più.
Vedo il suo volto riempirsi di rughe e stanchezza.
Vedo e faccio finta che tutto sia come è sempre stato: eternamente immobile.
Vedo e minimizzo ogni suo problema, perché comodo al mio equilibrio.
L’abbraccio anche, per quaranta secondi di seguito, a volte.
Poi vado via, sicuro che tutto torni ad essere. Come è sempre stato.
E non mi accorgo, perché non mi conviene, che non è così.
Oggi ho abbracciato mia madre, per quaranta secondi di seguito.
Oggi ho visto mia madre più vecchia. Avrei voluto fare finta di niente, per quaranta secondi, prima di andare via.
Oggi ho capito che mia madre sta morendo. Oggi ho capito che non tutto sarà come mi ostino a credere.
Immobile.

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Una risposta a “Elisabetta

  1. lisa ⋅

    ricordo un ragazzo che, indicandomi un corteo funebre, mi disse ” vedi, una volta si campa!” facendo intendere che quelle rughe che un giorno ci ritroveremo sul volto altro non sono che i nostri anni trascorsi a fare cose buone, cose cattive…a fare cose. Una madre ha fatto una cosa buona, da lontano o da vicino per quaranta secondi di ogni avvenimento importante, bello o brutto che sia, io ci sarò.

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